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Nel XX secolo Castello del Terriccio era conosciuto più per la coltivazione dei cereali che dei vitigni. Solo nel corso degli anni Ottanta si è passati sempre più alla produzione di vino, così che oggi 60 ettari (originariamente solo 25 ettari) dei complessivi 1860 ettari vengono impiegati a vitigno. Sotto la guida di Gian Annibale Rossi di Medelana Serafini Ferri "Il Terriccio" è davvero sbocciato. Di particolare interesse sono soprattutto i tagli Bordeaux e non sorprende che i vini di punta Lupicaia e Castello del Terriccio (Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit-Verdot e Syrah) riflettano il terroir con grande personalità. Certamente di fronte a Ornellaia e agli altri non hanno bisogno di nascondersi. Scopo di Serafini Ferri, insieme all'enologo Carlo Ferrari, è abbassare l'apporto quantitativo per varietà di vitigno al fine di ottenere per via naturale vini concentrati, con grossa parte di polifenoli e struttura possente.